Le Moire

Scritto da: test testo In: CANTINE CALABRESI Commento: 0 Visite: 224
Da giovane Calabrese che ha deciso di ritornare nella propria Terra e diventare imprenditore in una regione cosi arida, posso sicuramente sostenere di essere fiero e orgoglioso di averlo fatto, perche, è incontrando persone straordinarie come Paolo Chirillo che ti rendi conto che non sei l'unico che crede nel potenziale di una ricca Terra come la Calabria. Paolo, che di mestiere fa tutt'altro, trainato da una forte passione tramandatagli dalla famiglia, avvia con coraggio e perseveranza la produzione di vini di qualità. Una sfida ormai vinta, una prova tangibile che anche nella nostra regione si possono e si devono fare grandi cose! Complimenti Paolo, e grazie! Perché è solo attraverso persone come te che noi giovani possiamo essere stimolati a fare sempre meglio e soprattutto di credere nel nostro Territorio!

Territorio e Filosofia di lavoro...

... vigneti ubicati intorno ai 400 m. sul livello del mare, su terrazze che degradano sul fiume Savuto, circondate da boschi incontaminati. L'ecosistema "vergine" e il vento che risale la valle dal vicino Tirreno salvaguardano la salute delle viti e minimizzano l'uso degli agrofarmaci. Gli sbalzi termici parossistici, dati dal vicino corso fluviale, intensificano gli aromi delle cultivar autoctone. L'esposizione prevalente al sole della sera (sud-ovest) favorisce una maturazione lenta e tardiva delle uve che attenua le asprezze tipiche dei vini del sud. Sesti stretti con densità di impianto superiori ad ottomila piante ad ettaro, come in Calabria si fa da millenni; portainnesti a scarsa vigoria; spalliere basse, gestione manuale della pianta dalla potatura invernale alla raccolta. Ciò permette a ciascuna vite di limitare la produzione a pochi grappoli dolci, sani e profumati.
TERROIR. Vigneti ubicati intorno ai 400 m. sul livello del mare, su terrazze che degradano sul fiume Savuto, circondate da boschi incontaminati. L'ecosistema "vergine" e il vento che risale la valle dal vicino Tirreno salvaguardano la salute delle viti e minimizzano l'uso degli agrofarmaci. Gli sbalzi termici parossistici, dati dal vicino corso fluviale, intensificano gli aromi delle cultivar autoctone. L'esposizione prevalente al sole della sera (sud-ovest) favorisce una maturazione lenta e tardiva delle uve che attenua le asprezze tipiche dei vini del sud.

SCELTE AGRONOMICHE. Sesti stretti con densità di impianto superiori ad ottomila piante ad ettaro, come in Calabria si fa da millenni; portainnesti a scarsa vigoria; spalliere basse, gestione manuale della pianta dalla potatura invernale alla raccolta. Ciò permette a ciascuna vite di limitare la produzione a pochi grappoli dolci, sani e profumati.

VINIFICAZIONE. Selezione manuale dei grappoli, lenta macerazione delle uve a temperatura controllata, soffice pigiatura con l'obiettivo di preservare la tipicità e la fragranza del frutto maturo.

La DOC Savuto.
Ha grande tradizione di vino pregiato sin dall'antichità. Decantato da Plinio e Strabone, amato dai patrizi romani ai cui banchetti non poteva mai mancare, il Savuto (“Sanutum” per i Latini) si distingue dagli altri vini calabresi perché, invece di essere il prodotto di vigneti degradanti verso il mare, deriva da viti che sono piantate sulle pendici dei monti che sovrastano il fiume Savuto, da cui questo vino prende il nome. Ancora oggi, peraltro, la vite da cui si trae questo vino di ottima levatura è allevata ad alberello, con il sistema praticato dall'antica popolazione dei Bruzi nel III secolo a.C. Nei secoli, sconvolgimenti del territorio causati da guerre, fattori politici, eventi patologici, hanno decimato le produzioni e i vigneti del Savuto, la cui produzione si è dunque stabilizzata solo a partire dal XV secolo, grazie all'evoluzione dei trasporti marittimi e alla conseguente instaurazione di regolari rapporti commerciali con mercati lontani. Dopo la discesa dei 6 Romani al sud della penisola italica,il vino “Sanutum“ ora Savuto, veniva ampiamente apprezzato alla pari de grandi vini dell'epoca. A quei tempi la Calabria, già sottomessa al dominio di Roma, pagava a questa tributi sotto forma di legnami e vino. Nel 1807,il di arista, Duret de Tavel, ufficiale francese, di transito nella valle del Savuto, in “ Lettere dalla Calabria” indirizzate al padre, scriveva tra l'altro: “ Rogliano 18 dicembre 1807…questo borgo abitato da duemila anime… ha diverse belle case ed è rinomato per l'aria salubre e per il suo buon vino Successivamente alla seconda guerra mondiale la Calabria si è posta su un piano di rinnovamento generale, ed anche nella nostra zona i produttori hanno badato più alla qualità che alla quantità considerando il Savuto un vino tipico di classe elevata; i suoi attestati vanno ricercati nelle attività promozionali intraprese.

La denominazione Savuto DOC rappresenta una delle più importanti aree vitivinicole della regione Calabria. La denominazione Savuto DOC include le province di Cosenza, Catanzaro ed è stata creata nel 1975. I vini della denominazione Savuto DOC si basano principalmente sui vitigni Montonico, Chardonnay, Greco Bianco, Malvasia bianca, Gaglioppo, Aglianico, Greco Nero, Nerello Cappuccio.

Savuto Rosso Doc è prodotto nel territorio delle provincie di Catanzaro e Cosenza, attraversato dall’omonimo fiume, con alle spalle il massiccio della Sila. Si tratta di un vino dalle origini antichissime. Le zona, colonizzata dai Greci e conosciuta con il nome non casuale di “Enotria”, da sempre è terra in cui la viticoltura ha trovato dimora. I vini provenienti da questa zona erano conosciuti e molto apprezzati anche dagli antichi romani e nel corso dei secoli, la tradizione della vite è sempre continuata, fino ai giorni nostri. I vigneti sono coltivati su terrazzamenti sostenuti da muretti in pietra, che si arrampicano sui versanti della valle del fiume Savuto. Una terra racchiusa tra le montagne e il mare, caratterizzata da antichi suoli, generati da disfacimento roccioso, con presenza di graniti, porfidi, sciti e gneiss. Un ampio corredo di minerali, che contribuisce a creare un terreno ideale per la vite. Una viticoltura difficile, con uve di qualità, che possono godere di esposizioni ben soleggiate, ventilate e di un clima sempre mitigato dalle brezze del vicino mare. Le buone escursioni termiche giocano a favore dello sviluppo di un quadro aromatico intenso ed elegante. Il risultato è un vino molto interessante da scoprire, anche per smentire certi luoghi comuni, che descrivono i vini calabresi, solo come potenti alcolici e strutturati.

Zona di produzione: 
● in provincia di Catanzaro: Conflenti, Martirano Lombardo, Martirano Vecchio, Motta S. Lucia, Nocera Tirinese, S. Mango d’Aquino.
● in provincia di Cosenza: comprende in parte il territorio dei comuni di Aiello Calabro, Altilia, Amantea, Belsito, Carpanzano, Cleto, Grimaldi, Malito, Marzi, Pedivigliano, Rogliano, S. Stefano di Rogliano, Scigliano e Serra d’Aiello.

Territorio: Motta Santa Lucia CZ
Anno di fondazione: 2006
Ettari vitati: 8
Bottiglie prodotte: 30.000
Età media delle vigne: 10 anni
Filosofia aziendale: non convenzionale
Vini principali prodotti: Savuto DOC e Calabria IGT


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