Melassa di fichi di Calabria di Colavolpe Visualizza ingrandito

Melassa di fichi di Calabria di Colavolpe

CBG287

Azienda: Colavolpe
Provenienza: Calabria
Formato: 10 cl


€8,50

Azienda: Colavolpe
Zona di produzione: Belmonte Calabro (CS)
Formato: 10 cl
Ingredienti: sciroppo fichi di calabria 100%


La descrizione del sommelier
Uno "sciroppo" molto prezioso, caratterizzato da un colore scuso, posto in una bottiglia raffinatissima. E’ un prodotto noto con diversi nomi: “Melassa di fichi”, “Miele di fichi”, “Mosto di fichi” e altro ancora. E’ il prodotto della lenta e prolungata bollitura dei fichi estivi maturi: al termine, quando i frutti sono oramai “sfatti”, si procede ad una spremitura (anche in piccoli torchi), che isola la parte liquida da quella fibrosa. Il liquido ottenuto viene portato a ebollizione una seconda volta e il processo prosegue fio a che non si ottiene la densità desiderata, quindi conservato in contenitori ermetici, bottiglie o barattoli di vetro. Si connota per il suo sapore intenso e per il suo gradevole profumo. Data la lunga e laboriosa preparazione, la melassa di fichi è un prodotto pregiato, molto raro, da usare con parsimonia e in occasioni particolari. Non essendo addizionato di alcun conservante, il prodotto - una volta aperto – si consiglia di conservarlo in frigo. Ottimo su pane, noci (e frutta secca in generale), e bene si accompagna con formaggi freschi, specie se di capra, ma perfetto è l’abbinamento anche con la robiola. Bene con formaggi pecorini freschi e stagionati. Ottimo l’abbinamento con salumi di selvaggina, grazie al suo sapore delicato e ricco di profumo, con bolliti e arrosti: poche gocce di melassa di fichi rendono un normale roastbeef eccezionale. Ampiamente utilizzato in pasticceria nella preparazione dei dolci natalizi e come dolcificante nell'impasto dei biscotti. Assolutamente da non perdere è la melassa come "dressing" su pannacotta o gelato di crema: potrà così preparare un dessert ricercato e insolito: in pochi secondi anche una cuoca poco esperta.



L'azienda
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Per saperne di più. Tra storia miti e leggende.
Il Fico è in assoluto una delle piante più antiche della storia. Le prime civiltà agricole in Mesopotamia, Palestina ed Egitto coltivavano il fico che si diffuse poi lentamente in tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Qualche anno fa, dei ricercatori dell'Università di Harvard hanno scoperto, nei pressi del fiume Giordano, un sito archeologico chiamato Gigal. In questo villaggio abitato più o meno 11400 anni fa sono stati scoperti dei piccoli fichi e delle piccole parti di questo frutto, oramai completamente carbonizzate. Questo dimostra che il fico era coltivato molto prima di quanto si pensasse e circa mille anni prima di orzo e grano. Alla luce di questa scoperta si potrebbe dunque porre l'origine del fico in Medio Oriente, anche se, per altre fonti, il fico è originario dell'Asia Occidentale. In ogni caso, sicuramente, la sua origine è molto antica. Nella Bibbia, ad esempio, viene citato come il primo "vestito" della storia. Adamo ed Eva si "vestivano", infatti, di foglie di fico. In India il fico era l'albero sacro di Visnü e Shiva, poi divenne l'albero cosmico del Risveglio di Buddha. Anche per gli antichi egizi il fico era considerato un albero cosmico ed assimilato alla fenice e alla Rinascita di Osiride, il Sole. Era, in altre parole, l'Albero della Vita. In Grecia il fico è stato protagonista di moltissimi miti, anche loro lo consideravano un albero sacro ed attribuivano al dio Dionisio la nascita di questo albero. Platone era un grande amante di fichi e per questo motivo gli venne dato il nome di "mangiatore di fichi". Inoltre raccomandava di mangiare questo frutto poiché, secondo lui, aiutava a rinforzare l'intelligenza. A Roma il fico era sacro a Marte, vero fondatore della città eterna e padre, secondo la leggenda, di Romolo e Remo, che furono allattati dalla lupa all'ombra di un fico. In generale, per i romani, la pianta del fico era una pianta sacra come la vite e l'ulivo. Plinio sosteneva che mangiare fichi "rende più forti i giovani, aiuta la salute degli anziani e attenua le rughe". L'imperatore Augusto se ne nutriva insieme al formaggio e ai pesci, per Seneca, insieme al pane, costituivano un pasto intero. Citazioni sulla lavorazione dei fichi secchi si trovano nelle Satire di Orazio e in Columella, che ci ha lasciato un'autorevole opera di agraria. In generale, sia i greci che i romani, coltivarono intensamente il fico, soprattutto nelle regioni della vite, dell'olivo e degli agrumi, ovvero in Puglia, Campania, Sicilia e, ovviamente, in Calabria, dove tuttora la produzione è ben avviata ed in fase crescente, dove i contadini lasciano seccare al sole i fichi come facevano i popoli antichi che li hanno preceduti. Gli stessi fichi che i Fratelli Marano lavorano con cura e passione da tre generazioni, gli stessi fichi di qualche millennio fa.

FAMIGLIALeccornie
PRODUTTOREColavolpe
PROVENIENZACalabria
FATTO CONfichi di Calabria
FORMATO10 cl

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Azienda: Colavolpe
Provenienza: Calabria
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