Savuto rosato DOC Shemale di Le Moire Visualizza ingrandito

Savuto rosato DOC Shemale di Le Moire

CBG1034

Azienda: Le Moire
Provenienza: Motta Santa Lucia
Annata: 2016


€10,90

Scheda tecnica del vino
Tipologia: Vino rosato fermo
Denominazione: Savuto DOC
Provenienza: Motta Santa Lucia (CZ)
Produttore: Le Moire
Vitigni: 45% Arvino, 45% Magliocco e 10% Greco Nero
Formato: 75 cl.
Alcool: 13%
Annata: 2016
Vinificazione: in serbatoi di acciaio termocondizionati
Affinamento: 6 mesi tra acciaio e bottiglia. Battonage.
Malolattica: non svolta
Struttura: di buona struttura
Sistema di allevamento: cordone speronato con soli tre speroni a pianta.

Note:
I vigneti sono ubicati intorno ai 400 m. sul livello del mare, su terrazze che degradano sul fiume Savuto, circondate da boschi incontaminati. L’ecosistema “vergine” e il vento che risale la valle dal vicino Tirreno salvaguardano la salute delle viti e permettono minimizzare l’uso degli agrofarmaci per la sua difesa. Gli sbalzi termici parossistici dati dal vicino corso fluviale intensificano gli aromi delle cultivar autoctone. L’esposizione prevalente al sole della sera (sud-ovest) favorisce una maturazione lenta e tardiva delle uve che attenua le asprezze tipiche dei vini del sud. L'azienda ha adottato, come in questo olimpo dei Terroir si fa da millenni, sesti stretti con densità di impianto superiori ad ottomila piante ad ettaro; questo, insieme a portainnesti a scarsa vigoria, spalliere basse e una gestione certosina e manuale di tutte le fasi del ciclo vitale della pianta - dalla potatura invernale alla raccolta - permette a ciascuna vite di limitare la produzione a pochi grappoli dolci, sani e profumati.


La descrizione del sommelier
Raccolta più precoce e selettiva in vigna per questo rosato vestito di un rosa pallido e luminoso. E' stato batonato sulle fecce fini del mantonico in questa annata tanto sono piaciute a Paolo e al suo enologo. Niente malolattica per preservare la freschezza. E' stato lavorato direttamente in pressa per avere tempestività sul colore desiderato. Naso molto fine, vicino al complesso. Apre subito con sentori di mirtilli, fichi neri, ciliegie sottospirito, ruta, rosmarino e salvia, visciole, con leggere sfumature minerali di roccia e pietra focaia. Palato succulento, sorso perfetto in ogni sua componente e coerente con il naso. Sapidità e freschezza sono bilanciate da un ottima morbidezza, ne esce fuori un equilibrio gustativo di impeccabile precisione. Stupisce per bevibilità estrema, un sorso davvero assai beverino. Instancabile, persiste in bocca lasciando ricordi di fico d'india, e radice di genziana. Ottimo rapporto qualità prezzo.


Consigli del sommelier
Un vino che si presta molto bene per aperitivi e antipasti sia vegetariani che di mari, accompagna anche primi e risotti delicati con salse bianche, di pesce o verdure.

Pronto da bere subito.
Temperatura di servizio consigliata: 8/10 gradi
Bicchiere consigliato: calice con apertura media
Idea regalo: per ogni occasione.


L'azienda
Si trova a Motta Santa Lucia CZ, fondata nel 2006, produce 30.000 bottiglie con 8 ettari vitati.
Filosofia aziendale: biologico non certificato

L'imprinting di un nonno che alla tua nascita, dopo aver brindato al tuo arrivo, ti battezza sulle labbra con una croce di vino. Il dono dei ricordi di una infanzia felice. I tuoi figli che giocano con le formiche sul balcone di una grande città. La memoria di un impareggiabile remoto passato di una terra le cui genti chiamavano Enotri. Una terra madre che ha versato il nettare degli dei ai vincitori dei giochi olimpici, ai guerrieri di Sibari e Crotone, alle mense dei papi. Ed oggi, un urlo di sole che chiede riscatto. " Paolo Chirillo ".

TERROIR. Vigneti ubicati intorno ai 400 m. sul livello del mare, su terrazze che degradano sul fiume Savuto, circondate da boschi incontaminati. L'ecosistema "vergine" e il vento che risale la valle dal vicino Tirreno salvaguardano la salute delle viti e minimizzano l'uso degli agrofarmaci. Gli sbalzi termici parossistici, dati dal vicino corso fluviale, intensificano gli aromi delle cultivar autoctone. L'esposizione prevalente al sole della sera (sud-ovest) favorisce una maturazione lenta e tardiva delle uve che attenua le asprezze tipiche dei vini del sud.

SCELTE AGRONOMICHE. Sesti stretti con densità di impianto superiori ad ottomila piante ad ettaro, come in Calabria si fa da millenni; portainnesti a scarsa vigoria; spalliere basse, gestione manuale della pianta dalla potatura invernale alla raccolta. Ciò permette a ciascuna vite di limitare la produzione a pochi grappoli dolci, sani e profumati.

VINIFICAZIONE. Selezione manuale dei grappoli, lenta macerazione delle uve a temperatura controllata, soffice pigiatura con l'obiettivo di preservare la tipicità e la fragranza del frutto maturo.


La DOC Savuto.
Ha grande tradizione di vino pregiato sin dall'antichità. Decantato da Plinio e Strabone, amato dai patrizi romani ai cui banchetti non poteva mai mancare, il Savuto (“Sanutum” per i Latini) si distingue dagli altri vini calabresi perché, invece di essere il prodotto di vigneti degradanti verso il mare, deriva da viti che sono piantate sulle pendici dei monti che sovrastano il fiume Savuto, da cui questo vino prende il nome. Ancora oggi, peraltro, la vite da cui si trae questo vino di ottima levatura è allevata ad alberello, con il sistema praticato dall'antica popolazione dei Bruzi nel III secolo a.C. Nei secoli, sconvolgimenti del territorio causati da guerre, fattori politici, eventi patologici, hanno decimato le produzioni e i vigneti del Savuto, la cui produzione si è dunque stabilizzata solo a partire dal XV secolo, grazie all'evoluzione dei trasporti marittimi e alla conseguente instaurazione di regolari rapporti commerciali con mercati lontani. Dopo la discesa dei 6 Romani al sud della penisola italica,il vino “Sanutum“ ora Savuto, veniva ampiamente apprezzato alla pari de grandi vini dell'epoca. A quei tempi la Calabria, già sottomessa al dominio di Roma, pagava a questa tributi sotto forma di legnami e vino. Nel 1807,il di arista, Duret de Tavel, ufficiale francese, di transito nella valle del Savuto, in “ Lettere dalla Calabria” indirizzate al padre, scriveva tra l'altro: “ Rogliano 18 dicembre 1807…questo borgo abitato da duemila anime… ha diverse belle case ed è rinomato per l'aria salubre e per il suo buon vino Successivamente alla seconda guerra mondiale la Calabria si è posta su un piano di rinnovamento generale, ed anche nella nostra zona i produttori hanno badato più alla qualità che alla quantità considerando il Savuto un vino tipico di classe elevata; i suoi attestati vanno ricercati nelle attività promozionali intraprese.

La denominazione Savuto DOC rappresenta una delle più importanti aree vitivinicole della regione Calabria. La denominazione Savuto DOC include le province di Cosenza, Catanzaro ed è stata creata nel 1975. I vini della denominazione Savuto DOC si basano principalmente sui vitigni Montonico, Chardonnay, Greco Bianco, Malvasia bianca, Gaglioppo, Aglianico, Greco Nero, Nerello Cappuccio.

Savuto Rosso Doc è prodotto nel territorio delle provincie di Catanzaro e Cosenza, attraversato dall’omonimo fiume, con alle spalle il massiccio della Sila. Si tratta di un vino dalle origini antichissime. Le zona, colonizzata dai Greci e conosciuta con il nome non casuale di “Enotria”, da sempre è terra in cui la viticoltura ha trovato dimora. I vini provenienti da questa zona erano conosciuti e molto apprezzati anche dagli antichi romani e nel corso dei secoli, la tradizione della vite è sempre continuata, fino ai giorni nostri. I vigneti sono coltivati su terrazzamenti sostenuti da muretti in pietra, che si arrampicano sui versanti della valle del fiume Savuto. Una terra racchiusa tra le montagne e il mare, caratterizzata da antichi suoli, generati da disfacimento roccioso, con presenza di graniti, porfidi, sciti e gneiss. Un ampio corredo di minerali, che contribuisce a creare un terreno ideale per la vite. Una viticoltura difficile, con uve di qualità, che possono godere di esposizioni ben soleggiate, ventilate e di un clima sempre mitigato dalle brezze del vicino mare. Le buone escursioni termiche giocano a favore dello sviluppo di un quadro aromatico intenso ed elegante. Il risultato è un vino molto interessante da scoprire, anche per smentire certi luoghi comuni, che descrivono i vini calabresi, solo come potenti alcolici e strutturati.

Zona di produzione: 
● in provincia di Catanzaro: Conflenti, Martirano Lombardo, Martirano Vecchio, Motta S. Lucia, Nocera Tirinese, S. Mango d’Aquino.
● in provincia di Cosenza: comprende in parte il territorio dei comuni di Aiello Calabro, Altilia, Amantea, Belsito, Carpanzano, Cleto, Grimaldi, Malito, Marzi, Pedivigliano, Rogliano, S. Stefano di Rogliano, Scigliano e Serra d’Aiello.

FAMIGLIAVini rosati Calabria
PRODUTTORELe Moire
PROVENIENZACalabria - Cosenza
FATTO CONmagliocco, arvino e greco nero
VINIFICAZIONEin acciaio
FORMATO75 cl
ALCOL13%
DENOMINAZIONEDOC Savuto
AFFINAMENTOacciaio
STRUTTURAdi buona struttura

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