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Ciro rosato DOC biologico di Cataldo Calabretta

CBG862

Azienda: Cataldo Calabretta
Provenienza: Cirò
Annata:


€8,90

Scheda tecnica del vino
Tipologia: Vino rosato fermo
Denominazione: Ciro DOC
Provenienza: Ciro Marina (KR)
Produttore: Cataldo Calabretta
Vitigni: gaglioppo 100%
Formato: 75 cl.
Alcool: 13%
Annata:
Vinificazione: spontanea con lieviti indigeni in serbatoi di acciaio termocondizionati
Affinamento: 6 mesi in acciaio sui lieviti con battonage
Malolattica: non svolta
Struttura: di buona struttura
Età del vigneto: 5 anni
Suolo: argilloso - calcareo
Forma di allevamento: alberello
Densità d'impianto: 5.500 ceppi per ettaro
Produzione per ceppo: 1,5 kg per pianta
Produzione per ettaro: 80 quintali circa


La descrizione del sommelier
Buccia di cipolla intenso con riflessi cerasuolo. Naso abbastanza complesso, fine e persistente. Naso minerale di pietra focaia, gesso, conchiglie frantumate, seguito da sensazioni si succo di melograno, piccoli frutti rossi, pesca a polpa gialla in confettura, erba falciata con leggeri cenni di erbe aromatiche. Sorso di carattere, ti mette sugli attenti con la sua durezza ben espressa, saporito e fresco, di media persistenza, finale su cenni di mandarino candito.


Consigli del sommelier
Vino eccellente da servire come aperitivo, antipasti (di mare e vegetariani), primi e risotti con salse bianche di pesce e/o verdure, secondi delicati di pesce non troppo sapidi.

Pronto da bere subito.
Temperatura di servizio consigliata: 10/12 gradi
Bicchiere consigliato: calice con apertura media
Idea regalo: per amanti del rosato autentico e diverso dal comune.

L'azienda
Si trova a Ciro Marina, fondata nel 2008, produce 25.000 bottiglie con 14 ettari vitati.
Filosofia aziendale: biologico certificato

Rappresento la quarta generazione di una famiglia di viticultori. Dopo la laurea in Enologia e Viticultura alla facoltà di Agraria di Milano ho lavorato in diverse aziende vitivinicole. Sette anni fa, insieme alle mie sorelle, abbiamo deciso di ristrutturare l’antica cantina di famiglia e di aggiungere una nuova pagina alla nostra storia. Da oltre 10 anni l’azienda è condotta secondo i dettami dell’agricoltura biologica, una scelta etica, che di anno in anno sta dando i suoi frutti: abbiamo rinnovato i vigneti, continuando a coltivare il vitigno Gaglioppo su terreni collinari situati nel cuore del “DOC Cirò’”. Non utilizziamo lieviti selezionati né attivanti di fermentazione di alcun genere; cerchiamo di ridurre al minimo l’impiego di diossido di zolfo, stabilizzazione tartarica a freddo statica e filtrazione prima dell’imbottigliamento. In cantina abbiamo recuperato le antiche vasche in cemento, tra le più indicate per l’affinamento e la maturazione del vino Cirò.

Il progetto
Quando mi chiesero quale fosse il simbolo che rappresenta meglio la nostra azienda ed il nostro lavoro, la prima cosa a cui pensai fu "L'Arciglione" (Ronca da Potatura), l'antico strumento da potatura dei viticoltori Cirotani. Quello che vedete nella foto è appartenuto a mio nonno Cataldo. Questo strumento, più di ogni altra cosa, rappresenta la tradizione secolare della viticultura cirotana, simbolo della grande competenza dei viticoltori locali che con grande dimistichezza maneggiavano l'arnese. L'Arciglione rappresenta la chiave di volta del concetto di "terroir", somma del territorio, del clima, del vitigno, della mano dell'uomo e del suo lavoro, la sua responsabilità rispetto l'ambiente che lo circonda. Ancora oggi rimango affascinato quando vedo qualche anziano potatore all'opera, ogni vigna viene interpretata per vigore, contesto pedo-climatico e in funzione del vino che si vuole ottenere.
È proprio così che immagino il mio vino: dal vigneto alla cantina, lasciando che il lavoro in cantina sia la conseguenza del lavoro quotidiano praticato in vigna.

Il lavoro
In quest’ultimo decennio abbiamo rinnovato i vigneti continuando a coltivare il vitigno Gaglioppo, allevato ad alberello, su terreni collinari. Come un tempo, scalziamo le viti con l’aratro, le dissodiamo manualmente e concimiamo la terra con il favino da sovescio, mentre, per la difesa fitosanitaria, utilizziamo zolfo ramato in polvere. La raccolta delle uve è manuale in cassetta, le uve diraspate seguono lunghe macerazioni sulle bucce, non utilizziamo lieviti selezionati o attivanti di fermentazione ed utilizziamo dosi molto basse di solfiti. L’affinamento del vino avviene in cantina, nelle antiche vasche in cemento, che riteniamo perfette per l’affinamento del Cirò.

Il territorio
Il territorio del Cirò rappresenta, per superfice e storia, la realtà viticola più importante in Calabria. La vite si coltiva in questo territorio sin dai tempi delle antiche colonie greche, infatti, dove oggi si coltivano i vigneti, un tempo sorgeva Krimisa. Alla caduta dell’impero Romano i vigneti vennero abbandonati, il ritorno della viticoltura nel territorio cirotano ricompare soltanto dopo il 550 a.C., quando Giustiniano riconquistò queste terre dal dominio Visigoto. Al suo seguito, i padri Basiliani e le popolazioni di origine Armena diedero un nuovo impulso alla produzione del vino: in questo periodo venne fondata Ypsicron, odierna Cirò.
Nei secoli seguenti vennero selezionati i vitigni che meglio si adattavano a questo terroir, su tutti il Gaglioppo, vitigno principale della DOC Cirò. Il territorio cirotano è quello tipico della costa ionica Calabrese: strette lingue di terra pianeggiante che terminano sulle spiagge del litorale. A ridosso di queste pianure, i terreni collinari sono attraversati dalle fiumare.  È proprio su queste colline che si coltivano i migliori vigneti, allevati, ancora oggi, ad alberello.

Cataldo Calabretta



Per saperne di più
Già nel 323 A.C. nell'allora Krimisa (l'odierna Cirò Marina) veniva prodotta una bevanda a base di uva chiamata Krimissa e che veniva offerta in dono dai Greci stessi ai vincitori delle olimpiadi. Si deduce quindi che la viticoltura e la vinificazione in Calabria ha una storia molto importante, ma rovesciando la medaglia, si deduce anche che mentre gli anni son trascorsi e il resto del mondo si è evoluto, noi, in questo tema siamo rimasti un po a guardare. Ma oggi finalmente non è cosi, qualcosa è cambiato e sta continuando a mutare, grazie alle associazioni del territorio, e grazie alla nascita di piccolissime aziende fatte di uomini che amano davvero la propria regione, iniziando a produrre vini di assoluta qualità, e di grande espressione del territorio in cui vivono.

Inoltre, non tutti sanno un dato di fatto molto importante:
il disciplinare del Ciro DOC prevede l'utilizzo di altri vitigini durante la vinificazione, ecco perché dalla mia esperienza, 9 persone su 10 riconoscono che il vino Ciro DOC è di colore rubino intenso impenetrabile. Invece non è cosi, infatti, il gaglioppo se vinificato in purezza (come sta avvenendo negli ultimi anni grazie alla nascita di piccoli vignaioli come Cataldo Calabretta e altri) darà un vino dal colore granato, a volte dai riflessi aranciati, luminoso, quasi trasparente. Per non parlare delle differenze abissali di profumi e sapori tra un Cirò DOC 100% Gaglioppo e un Ciro Doc realizzato non solo con uve Gaglioppo come prevede il disciplinare. Sottolineo che quest'ultimi sono comunque eccellenti vini (li trovate anche su questo store) ma, non potranno mai rappresentare l'essenza pura del Gaglioppo che abbraccia il Territorio argilloso di Ciro Marina. Non a caso i piu grandi esperti del settore hanno definito il Gaglioppo come il Barolo del sud.

Approfondimenti:
La storia del vino Cirò ha inizio nell'VIII secolo a.C. quando alcuni coloni giunti dalla Grecia approdarono sul litorale di Punta Alice e fondarono Krimisa. La sua origine è legata alla leggenda di Filottete il quale, al ritorno da Troia, consacrò le frecce donategli da Eracle nel santuario di Apollo Aleo.

“Krimisa”è il nome che probabilmente deriva da quello di una colonia greca, Cremissa, dove sorgeva un importante tempio dedicato al dio del vino, Bacco. Si dice che il “Krimisa” (o Cremissa) fosse, nell’antichità, il “vino ufficiale” delle Olimpiadi. Dall'antichità ad oggi, il Vino Cirò ha sempre goduto fama di essere dotato di virtù terapeutiche. Infatti più di un medico garantiva che il Cirò è un "sicuro cordiale per chi vuole recuperare le forze dopo una lunga malattia" ed inoltre è "tonico opulento e maestoso per la vecchiaia umana che vuole coronarsi di verde ancora per anni".

La storia del vino Ciro', risale quindi ai primi sbarchi dei coloni greci sulle coste Calabresi, ove rimasero talmente impressionati della fertilita' di questi vigneti che gli diedero il nome di "Enotria", "terra dove si coltiva la vite alta da terra" e questo nome venne poi esteso in tutta Italia. I greci seppero dare un grande valore a questi vigneti dicendo che un appezzamento di terra coltivata a vite valeva per sei volte un campo di cereali, infatti alcuni tipi di vite presenti sul suolo Calabrese e in qualche zona dell'Italia si presume siano di origine greca, come ad esempio il gaglioppo, il mantonico ed il greco bianco. Le due localita' Calabresi, Crotone e Sibari situate lungo la costa jonica avevano una particolare importanza dopo aver dato origine alla produzione del "Krimisa" antenato dell'attuale Ciro', che divento',  il "Krimisa",  il vino ufficiale dell' Olimpiade e probabilmente è stato il primo esempio di sponsor secondo l'attuale definizione. Lo stesso Milone di Crotone, vincitore di ben sei olimpiadi, pare fosse un grande estimatore di questo vino che per tradizione veniva offerto agli atleti che tornavano vincitori dalle gare olimpiche. La tradizione è stata riportata in auge alle Olimpiade di Città del Messico nel 1968 dove tutti gli atleti partecipanti hanno avuto la possibilità di gustare il Cirò come vino ufficiale, fra l'altro Cremissa era anche il nome della colonia greca, sede di un imponente tempio dedicato a Bacco, situata più o meno dove oggi c'è Cirò Marina.

Talmente tanta era all'epoca, l'importanza della produzione del vino Ciro', che sembra addirittura fossero stati costruiti degli "enodotti" con tubi  in terra cotta che partivano dalle colline di Sibari fino ad arrivare al porto dove il vino veniva direttamente imbarcato, per abbreviare cosi' tutte le operazioni di trasporto. Oggi il vino Ciro' viene esportato in tutto il mondo, conosciuto per le sue grandi qualità indiscusse e che finalmente oggi trova posto tra i migliori vini d'Italia del mondo.

FAMIGLIAVini rosati Calabria
PRODUTTORECataldo Calabretta
PROVENIENZACalabria - Cirò
FATTO CONgaglioppo
SPECIALBiologico
VINIFICAZIONEin acciaio
FORMATO75 cl
ALCOL13%
DENOMINAZIONEDOC Cirò
AFFINAMENTOacciaio
STRUTTURAdi buona struttura

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Azienda: Cataldo Calabretta
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