Cirò rosso classico superiore riserva DOC di Cataldo Calabretta Visualizza ingrandito

Cirò rosso superiore riserva DOC di Cataldo Calabretta

CBG864

Azienda: Cataldo Calabretta
Provenienza: Cirò
Annata: 2016


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€19,90

Scheda tecnica del vino
Tipologia: Vino rosso fermo
Denominazione: Ciro rosso classico superiore riserva DOC
Provenienza: Ciro Marina
Produttore: Cataldo Calabretta
Vitigni: Gaglioppo 100%
Formato: 75 cl.
Alcool: 14,5%
Annata: 2016 (da Settembre 2019)
Vinificazione: spontanea con lieviti indigeni in vasche di cemento
Affinamento: in vasche di cemento per 10/12 mesi sulle fecce nobili con battonage e poi 8/10 mesi minimo in bottiglia prima della commercializzazione.
Malolattica: non svolta perche non vi era presenza di acido malico
Struttura: di ottima struttura
Età del vigneto: da 10 a 40 anni
Suolo: argilloso - calcareo
Forma di allevamento: alberello
Densità d'impianto: da 5.500 a 7.500 ceppi per ettaro
Produzione per ceppo: 0,5 kg per pianta
Produzione per ettaro: 50 quintali circa


La descrizione del sommelier
Granato luminoso. Che naso! Suadente e intrigante come pochi Cirò! Molto intenso, complesso/ampio, con una evoluzione garantita! Piccoli frutti rossi e neri aprono la scena, poi netto è il sentore di ardesia, con un tintennio di macchia mediterranea, sottobosco, iodio, fave di cacao, liquirizia grezza, cuoio, rosa appassita, rabarbaro ed eucalipto. Sorso avvolgente e caldo come una coperta, sembra quasi di masticarlo, setoso, elegante, possente, ma agile e di ottima beva... il finale è perfetto, con un equilibrio di rara precisione. Trama tannica adorabile, estratta con saggezza, un tannino che ricorderete per molto tempo! Lunga persistenza, muore su una scia sapida fusa a ricordi balsamici/liquirizia/frutto rosso. Ottime potenzialità evolutive. Da applausi.

Consigli del sommelier
Vino eccellente per apericena importanti a base di formaggi stagionati, salumi tipici calabresi e salumi di selvaggina. Si abbina a piatti gastronomici strutturati e con una buona succulenza, primi con salse rosse di carne, secondi di carne come arrosti, agnello ecc.

Pronto da bere subito, ma se riposa in bottiglia saprà sorprenderti ancora di più.
Temperatura di servizio consigliata: 16/18 gradi
Bicchiere consigliato: calice con apertura ampia
Idea regalo: 

L'azienda

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Per saperne di più
Già nel 323 A.C. nell'allora Krimisa (l'odierna Cirò Marina) veniva prodotta una bevanda a base di uva chiamata Krimissa e che veniva offerta in dono dai Greci stessi ai vincitori delle olimpiadi. Si deduce quindi che la viticoltura e la vinificazione in Calabria ha una storia molto importante, ma rovesciando la medaglia, si deduce anche che mentre gli anni son trascorsi e il resto del mondo si è evoluto, noi, in questo tema siamo rimasti un po a guardare. Ma oggi finalmente non è cosi, qualcosa è cambiato e sta continuando a mutare, grazie alle associazioni del territorio, e grazie alla nascita di piccolissime aziende fatte di uomini che amano davvero la propria regione, iniziando a produrre vini di assoluta qualità, e di grande espressione del territorio in cui vivono.

Inoltre, non tutti sanno un dato di fatto molto importante:
il disciplinare del Ciro DOC prevede l'utilizzo di altri vitigini durante la vinificazione, ecco perché dalla mia esperienza, 9 persone su 10 riconoscono che il vino Ciro DOC è di colore rubino intenso impenetrabile. Invece non è cosi, infatti, il gaglioppo se vinificato in purezza (come sta avvenendo negli ultimi anni grazie alla nascita di piccoli vignaioli come Cataldo Calabretta e altri) darà un vino dal colore granato, a volte dai riflessi aranciati, luminoso, quasi trasparente. Per non parlare delle differenze abissali di profumi e sapori tra un Cirò DOC 100% Gaglioppo e un Ciro Doc realizzato non solo con uve Gaglioppo come prevede il disciplinare. Sottolineo che quest'ultimi sono comunque eccellenti vini (li trovate anche su questo store) ma, non potranno mai rappresentare l'essenza pura del Gaglioppo che abbraccia il Territorio argilloso di Ciro Marina. Non a caso i piu grandi esperti del settore hanno definito il Gaglioppo come il Barolo del sud.

Approfondimenti:
La storia del vino Cirò ha inizio nell'VIII secolo a.C. quando alcuni coloni giunti dalla Grecia approdarono sul litorale di Punta Alice e fondarono Krimisa. La sua origine è legata alla leggenda di Filottete il quale, al ritorno da Troia, consacrò le frecce donategli da Eracle nel santuario di Apollo Aleo.

“Krimisa”è il nome che probabilmente deriva da quello di una colonia greca, Cremissa, dove sorgeva un importante tempio dedicato al dio del vino, Bacco. Si dice che il “Krimisa” (o Cremissa) fosse, nell’antichità, il “vino ufficiale” delle Olimpiadi. Dall'antichità ad oggi, il Vino Cirò ha sempre goduto fama di essere dotato di virtù terapeutiche. Infatti più di un medico garantiva che il Cirò è un "sicuro cordiale per chi vuole recuperare le forze dopo una lunga malattia" ed inoltre è "tonico opulento e maestoso per la vecchiaia umana che vuole coronarsi di verde ancora per anni".

La storia del vino Ciro', risale quindi ai primi sbarchi dei coloni greci sulle coste Calabresi, ove rimasero talmente impressionati della fertilita' di questi vigneti che gli diedero il nome di "Enotria", "terra dove si coltiva la vite alta da terra" e questo nome venne poi esteso in tutta Italia. I greci seppero dare un grande valore a questi vigneti dicendo che un appezzamento di terra coltivata a vite valeva per sei volte un campo di cereali, infatti alcuni tipi di vite presenti sul suolo Calabrese e in qualche zona dell'Italia si presume siano di origine greca, come ad esempio il gaglioppo, il mantonico ed il greco bianco. Le due localita' Calabresi, Crotone e Sibari situate lungo la costa jonica avevano una particolare importanza dopo aver dato origine alla produzione del "Krimisa" antenato dell'attuale Ciro', che divento',  il "Krimisa",  il vino ufficiale dell' Olimpiade e probabilmente è stato il primo esempio di sponsor secondo l'attuale definizione. Lo stesso Milone di Crotone, vincitore di ben sei olimpiadi, pare fosse un grande estimatore di questo vino che per tradizione veniva offerto agli atleti che tornavano vincitori dalle gare olimpiche. La tradizione è stata riportata in auge alle Olimpiade di Città del Messico nel 1968 dove tutti gli atleti partecipanti hanno avuto la possibilità di gustare il Cirò come vino ufficiale, fra l'altro Cremissa era anche il nome della colonia greca, sede di un imponente tempio dedicato a Bacco, situata più o meno dove oggi c'è Cirò Marina.

Talmente tanta era all'epoca, l'importanza della produzione del vino Ciro', che sembra addirittura fossero stati costruiti degli "enodotti" con tubi  in terra cotta che partivano dalle colline di Sibari fino ad arrivare al porto dove il vino veniva direttamente imbarcato, per abbreviare cosi' tutte le operazioni di trasporto. Oggi il vino Ciro' viene esportato in tutto il mondo, conosciuto per le sue grandi qualità indiscusse e che finalmente oggi trova posto tra i migliori vini d'Italia del mondo.

FAMIGLIAVini rossi Calabria
PRODUTTORECataldo Calabretta
PROVENIENZACalabria - Cirò
FATTO CONgaglioppo
SPECIALBiologico
VINIFICAZIONEcemento
FORMATO75 cl
ALCOL14,5%
DENOMINAZIONEDOC Cirò
AFFINAMENTOcemento / bottiglia
STRUTTURAdi ottima struttura

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