Cantina Tenuta del Travale
“Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio: coltivati in Calabria, con amore”
E' questa la frase con cui alla Tenuta del Travale amano presentarsi al mondo. A pochi chilometri da Cosenza, sui pendii delle colline del comune di Rovito, in via Travale, incontriamo questa chicca calabrese (primo tre bicchieri arrivato nel 2020), che sorge su un territorio da secoli vocato per la vitivinicoltura. Siamo nel 1993, quando i suoi proprietari rilevano un fondo ormai abbondonato trasformandolo radicalmente con grande coraggio e un grande sogno nel cassetto, parlare di un'altra Calabria vitivinicola. Nell’anno 2007 il vigneto trovato in azienda, ormai pressoché improduttivo, viene completamente espiantato. Due ettari, posizionati su due opposti versanti, di pari estensione, vengono terrazzati seguendo il naturale declivio e quindi reimpiantati con le attuali varietà di nerello mascalese (80%) e nerello cappuccio (20%), storicamente entrambi conosciuti come vitigni autoctoni siciliani, ma in realtà originari proprio del territorio calabrese, quali cugini dell’altrettanto autoctono gaglioppo. Le ridotte dimensioni della vigna hanno imposto criteri produttivi di elevata qualità, peraltro coerenti con la filosofia di vita dei suoi proprietari. La coltivazione è interamente a mano, anche perché obbligata dalla sensibile pendenza dei terrazzamenti, con una resa per pianta volutamente molto contenuta. La vigna, in ragione della sua ubicazione, è esposta al sole per tutto l’arco della giornata e risente di importanti escursioni climatiche anche per l’influenza della vicina Sila. In cantina, l’obbiettivo principale non è molto diverso da quello rispettato nel vigneto, per cui i più alti standard sono costantemente perseguiti, e sotto la sapiente guida enologica di Emiliano Falsini le uve sono lavorate in maniera meticolosa e rigorosa, così da arrivare a esprimere al meglio tutte le peculiarità che il territorio e la stagione hanno saputo esprimere nelle uve. È in questa maniera che prendono vita le etichette della Tenuta del Travale, dietro le quali si nascondono vini che ripercorrono le tradizioni più storiche dell’enologia calabrese. Vini figli di un profondo e incondizionato amore per le proprie terre e per le proprie vigne, e frutto di una altrettanto incondizionata passione per il proprio lavoro. Questa è la Calabria che mi piace raccontare !!
IL VITIGNO ( fonte sito web aziendale)
Storicamente conosciuto come vitigno siciliano autoctono, in realtà la storia del nerello affonda le sue radici in profondità nel territorio calabrese: cugino del gaglioppo, era considerato talmente pregevole da essere esportato dalle colline cosentine verso il nord d’Italia e la Francia, per andare ad arricchire il sapore già robusto e sostenuto di sangiovese e cabernet. Questa pratica esportatrice, accanto ad una progressiva affermazione di altre colture più fortunate e con un maggiore rendimento nel breve termine, ebbe come risultato il progressivo abbandono del nerello a favore di altre coltivazioni: così nell’800 le tracce del nerello calabrese si perdono nelle maglie della storia, assieme a quelle dei fasti di una tradizione vitivinicola legata ad un prodotto così pregiato. In un’era in cui la Calabria è conosciuta in tutto il mondo per altre produzioni, il nostro intento è stato quello di riappropriarci della tradizione storica e di assecondare la naturale inclinazione del territorio. Per questo motivo abbiamo deciso di dedicarci ad un prodotto tristemente dimenticato, ma dal sapore inconfondibile. Il nostro viaggio incrocia la tradizione nel gusto del nerello, un vino nobile e ricco, frutto di una lavorazione appassionata ed interamente manuale, per preservare una produzione di alta qualità coerente con la nostra filosofia e sapientemente guidata dai preziosi consigli dell’Enologo Dott. Emiliano Falsini e dell’Agronomo Dott. Stefano Dini.
L'azienda si racconta
ETICHETTA ELEUTERIA. La Calabria, Cosenza, Rovito e le sue colline nella storia. Senza andare troppo indietro, alla dominazione greca e romana, a partire dal medioevo, il nostro territorio è stato ‘illuminato’ dalla nascita dell’abate Gioacchino da Fiore (1135-1202), una personalità eclettica in quanto fu monaco, abate, teologo, esegeta, pensatore, riformatore, mistico; una figura, quella dell’abate Gioacchino, certamente complessa, profonda ma che noi di Tenuta del Travale condividiamo nella sua interezza e soprattutto nel suo sapore sempre moderno, in quello sguardo che vede il futuro sempre protagonista. Abbiamo quindi scelto di riprodurre sull’etichetta un disegno dell’Abate che potesse legare il nostro vino a questa figura di indubbio valore, espressione proprio dei nostri luoghi. Anche Dante, cita Gioacchino nel Paradiso: Pd XII 140 ‘ lucemi dallato/il calavrese abate Giovacchino/di spirito profetico dotato’ …. a testimonianza del valore di tale personaggio e dell’ importanza storica che ha rivestito per il pensiero moderno. L’etichetta, oltre a riprendere un disegno dell’abate Gioacchino, rappresenta un cane che mangia l’uva, infatti sul nostro stemma di famiglia, di origine fiorentina, è presente questa simbologia. I nostri antenati nel ‘300, nativi di Firenze (i tre gigli fiorentini), si spostarono dalla Toscana per amministrare un vasto feudo nel territorio di Cosenza, arrivando proprio nel momento in cui Dante innalzava la fama di Gioacchino magnificandolo nella Divina Commedia. Sull’etichetta infine, ogni anno, abbiamo deciso di inserire un’iscrizione latina, che puntualmente cambierà in funzione dell’annata. Su quella del 2014 troverà nella parte destra: ‘assuesce unus esse’. Quella del 2015 invece è: ‘sic itur ad astra’. Quella del 2016 è ‘non multa sed multum’, quella del 2017 è ‘natura non facit saltus’. Sarà il nostro modo di esprimere un pensiero relativo al vino con un respiro più ampio.
ETICHETTA ESMEN. Un giorno, come nelle più belle favole della perduta infanzia, tra i maestosi e selvaggi boschi della Presila, nasce Esmén Tetra 2018, il nuovo vino classico di Tenuta del Travale. Una costola di Eleuteria, che evoca ad ogni sorso ma che nel contempo se ne discosta per dare vita ad un vino indipendente, connotato dalla sua agile compiutezza. Ancora una volta domina il Nerello mascalese coniugato ad una esigua quantità di Nerello cappuccio. Le vigne, che scendono ripide, verticalmente al cielo, sono le stesse di Eleuteria, ma l’esperienza delle vendemmie trascorse ha svelato caratteristiche intrinseche a questa viticoltura eroica. I segreti di questo lembo di terra, con il suo forte alitare del vento, sferzante nei giorni invernali, a volte nevosi, e consolante nelle torridi notti d’estate, hanno rivelato peculiarità che abbiamo deciso di ‘intrappolare’ selezionando le uve da destinare ai due vini. Eleuteria ed Esmén Tetra, figli della stessa generosa terra, ma unici nella loro prepotente personalità . Esmén Tetra, nome scelto nuovamente dal vocabolario della lingua greca, per affondare le radici in un passato antico. Esmen, verbo essere, il verbo che genera l’esistenza e la vita. Fortissimo nella sua forma radicale, sempre assoluto nella posizione ma debole nella sua coniugazione perché strettamente legato al soggetto. Esmen per Tenuta del Travale si accorda con ‘tetra’- quattro, perché la Tenuta vale le persone che la vivono, la curano: Raffaella, Carlotta, Matilde e Nicola. Per l’etichetta abbiamo voluto mantenere lo stesso stile: una miniatura di Gioacchino da Fiore, un albero con i suoi rami e foglie che simboleggia la Vita, discretamente al lato. Esmén Tetra, disinvoltamente versatile, morbido e persistente, uno straordinario viaggio nei sensi.
Territorio: Rovito CS
Anno di fondazione: 2007
Ettari vitati: 2
Bottiglie prodotte: 9.000
Filosofia aziendale: produzione artigianale - vini naturali
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