Vendita online Stroncatura Calabrese
Dopo continue richieste dei nostri clienti per una stroncatura calabrese artigianale ho deciso di inserire la pasta artigianale prodotta dalle Sorelle Salerno di Crotone. Entra quindi in catalogo nel mese di Dicembre del 2020 una delle tipicità più antiche della nostra terra: La Stroncatura... come non l'hai mai provata, scommetti ??
Su Calabria Gourmet puoi finalmente comprare online una stroncatura artigianale fatta davvero seguendo la più antica tradizione che sia arrivata ai nostri giorni, non è un prodotto industriale e la produzione è molto molto limitata, fatta solo a mano come una volta, con solo grani calabresi, nella scheda tecnica del prodotto ti spiego di più.
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Ma la conosci davvero la storia della stroncatura ??
La struncatura, italianizzata in stroncatura, è un piatto tipico della Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, in particolar modo della città di Gioia Tauro, che nel corso degli anni si è andato a diffondere in tutta la Calabria. Nel dettaglio per struncatura si intende un tipo di pasta, che originariamente era formata principalmente dai residui di farina e crusca della molitura del grano, raccolti da terra spazzando il pavimento, con la particolarità che grazie al frumento integrale e alla le viene conferito un aspetto doppiamente ruvido e grossolano che permette di mantenere tanto il condimento.
Anticamente era un piatto solo dei poveri, mentre oggi (venduta anche in maniera industriale), è generalmente condita con ingredienti tipici della tradizione contadina quali olio extravergine di oliva, aglio, peperoncino calabrese, alici, olive e mollica di pane tostata e pangrattato. La pasta si presenta in modo simile alle linguine, dal colore scuro e come detto dall’aspetto e consistenza ruvida, di una lunghezza di circa 40 cm, viene lavorata sia manualmente che da diversi pastifici industriali, quindi occhio a quello che compri… !!!
La stroncatura è in grado di portare sulla tavola un primo piatto dal sapore unico e inconfondibile, capace di far capire bene usanze e sapori di una Terra che non aveva molto da offrire nel periodo in cui questa ricetta è nata. Piatto povero e umile è la stroncatura, ma in essa c’è tutta la cultura del cibo del Sud, secondo la quale ogni alimento è sacro e non va mai sprecato (come per esempio la lavorazione del maiale). Le famiglie erano "costrette" a consumare questo prodotto di "scarto" che veniva fatto in maniera del tutto illegale perché si raccoglieva tutto quello che restava sul pavimento dopo la lavorazione del grano, ecco perchè per tantissimo tempo ne fu severamente vietata la vendita al pubblico. La stroncatura, così come la storia ci ha tramandato, ha origini Amalfitane (leggi sotto) giunta sino a Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria per divenire nei secoli un prodotto tipico di questa fantastica terra di scambi commerciali. Per chi si approccia alla scoperta di questo prodotto potrebbe essere tratto in inganno scambiandolo facilmente con della semplice pasta integrale, ma in realtà vi sono delle differenze sostanziali, questa pasta secca veniva prodotta come detto sopra, con scarti di crusche di molitura risultando alla vista molto scura, ed al gusto molto sapida e saporita. Gli anziani di questi luoghi raccontano che la farina veniva raccolta dal pavimento per poi produrre questa particolare tipologia di pasta secca. Nonostante i vari aneddoti che ruotavano attorno a questa prelibatezza continuò ad essere consumata in maniera non autorizzata ad un prezzo irrisorio e vantaggioso per le famiglie povere che amavano condirla con ciò che la loro terra offriva: l’olio d’oliva, il peperoncino piccante, acciughe salate e mollica di pane tostata.
Vittorio Savoia, uno dei più noti storici di Gioia Tauro scriveva:
<< La piazza di Gioia Tauro fu, sempre considerata uno dei massimi caricatoi di olio di tutto il Meridione. Dagli atti del Consiglio Provinciale del 1839 si legge: “Il paese di Gioja è divenuto, per la sua opportunità il luogo ove si fa il maggiore commercio della provincia, tutti i negozianti vi concorrono, e molti di essi vi fanno dimora. Ma trovandosi circondato da acque stagnanti e principalmente da quelle del fiume Budello, che non fluiscono regolarmente, ed in varie parti impaludano, avviene che l’aria ne’ mesi estivi rendesi malsana in tutti que’ contorni”. Nonostante il problema della malaria Gioja era diventato il principale sbocco d’esportazione della provincia. Attratti dall’ottima posizione del sito e prevedendone per l’avvenire un grande sviluppo, molte famiglie di commercianti di stanza del litorale amalfitano pensarono bene di trasferirsi, armi e bagagli, in Gioja e di creare qui i loro traffici. Quei pionieri, appena giunti nella nostra cittadina, alimentarono subito il commercio e diedero la prima spinta ad un rinnovamento completo, per cui è da ascrivere a loro esclusivo merito se Gioja, oltre ed essere il maggiore emporio dell’olio della provincia di Reggio Calabria, divenne in breve volgere di tempo un vero e proprio centro commerciale di generi alimentari ed in particolare della pasta. I primi immigrati che ci vengono rilevati dai libri parrocchiali di Gioja risultano un Pietro Gambardella di Conca (Sa), deceduto nel 1807 ed un Antonio Pisani di Atrani (Sa), perito nel 1811 e successivamente, sempre dalla costiera amalfitana, risultano deceduti a Gioja: un Gambardella Francesco nel 1839, una Gargano Angela di Pietro nel 1840 ed una Proto Giuseppa di Alfonso nel 1841. Già alla fine degli anni ’30 del 1800, gli amalfitani venditori di pasta in Gioja costituivano una cospicua “colonia” di cittadini, questi nel 1847 avevano provocato una notevole agitazione nel comune, come risulta da una lettera del sindaco al sottintendente del 13.10.1847 nella quale si dice “I pubblici venditori di pasta, ostinatamente, hanno voluto mantenere la pugna, a non voler vendere alla ragione di grana 9 il rotolo secondo le assise stabilite dal decurionato (Consiglio Comunale)”. Dall’Annuario d’Italia del 1895 risultano, a Gioja, venditori di pasta i seguenti commercianti (tutti di origine amalfitana): “D’Amato Francesco, Gambardella Francesco, Gargano Cosimo, Gargano Fratelli, Normanno Davide, Pinto Michele, Proto Andrea, Proto Michele 2, Proto Salvatore, Proto Fratelli, Russo Antonio”. Come venditore di farina i seguenti commercianti: “Anastasio Matteo, D’Amato Francesco, D’Atena Fortunato, Giofrè Giovanni, Normanno Davide, Ontes Herbert e C., Proto Andrea, Proto fratelli, Proto Michele”. Dall’Annuario Generale Commerciale della Sicilia e delle Calabrie 1925 risultano a Gioja i seguenti venditori di Pasta: “Gargano Antonio & Nicola & Figli, Normanno Achille, Proto Michele, Proto Fratelli, Russo Antonio”. Risulta ancora un Pastificio intestato ai F.lli Gargano fu Nicola ed anche i seguenti venditori di farina: “Aloia Vincenzo ed Antonio, Anastasio Salvatore, D’Atena Fortunato, Gargano Antonio & Nicola & Figli”. La maggior parte di questi commercianti utilizzava le “scopature” di magazzino, cioè raccoglieva da terra i residui misti di farina e crusca durante le operazioni di molitura del grano, e successivamente venivano impastati dando luogo ad un tipo di pasta dal colore scuro, chiamato STRUNCATURA e veniva messa in vendita a prezzi molto bassi. Talvolta risultava di sapore fortemente acido e veniva data in pasto a maiali e galline. Le classi sociali meno abbienti, di Gioja e dei paesi viciniori, ne facevano grande uso per l’economicità e per correggere il sapore o per attenuare il grado di acidità, usavano condirla con salse molto piccanti o con acciughe salate ed aglio. Per lunghi anni si poteva ancora trovare in poche botteghe di Gioja, quasi come merce di contrabbando. Oggi l’uso della stroncatura è ancora vivo, naturalmente è stata migliorata: il colore scuro viene determinato dall’utilizzazione di farine integrali, mentre la callosità è dovuta non più a difetti di Pastificazione, bensì all’uso di grano duro ed alla grossolana trivellazione della farina. Conservata ancora alla maniera antica in pacchi di carta di 1 kg, per mantenere intatto il suo Sapore Antico, la si trova nei vecchi magazzini di Torre e Zeffiro, ma anche in quasi tutti i negozi di genere alimentare. Oggi si può, anche, comprare nel negozio “Pasta fresca” vicino alla piazza dell’Incontro di Gioia Tauro. >>